mercoledì 18 novembre 2009

CI VUOLE POCO PER MANDARLI A QUEL PAESE !




Nei prossimi giorni ci saranno molte novità riguardanti il nostro impegno contro la petrolizzazione dell'Abruzzo ed il modo di comunicarlo.
Al momento la raccolta firme - basata sulla revoca delle concessioni di ricerca, coltivazione e lavorazione di idrocarburi per gravi motivi ambientali, come recita l'art.6 , comma 11 e dell'art. 9, comma 2 della legge 9 gennaio 1991 n. 9 - è l'unico strumento in possesso dei cittadini per contrastare quella che di fatto è un'invasione barbarica della nostra regione.

Alessandro Lanci, fondatore e vicepresidente del nostro Movimento ha lanciato una campagna su fBook all'interno del gruppo Nuovo Senso Civico, che ha già oltre 1200 adesioni e da cui è possibile collegarsi direttamente da questo blog cliccando in alto a destra per accedere al sito e quindi dal sito cliccando sull'icona di fB.

Cari amici,
oggi ho ricevuto la prima busta con 20 firme, non c’è il mittente ma dal CAP credo provenga da Pescara.
Come sapete Nuovo Senso Civico è il più diffuso movimento che, in tutta la Regione, si sta battendo insieme ad altre associazioni, movimenti e categorie produttive contro il declassamento dell’Abruzzo in un distretto minerario.
Le ultime settimane sono state molto intense, oltre a lavorare per le iniziative del 2010 abbiamo continuato a girare un po’ tutta la regione con le conferenze e le proiezioni del video da noi realizzato e prodotto “Viaggio nei Paesi dell’Ormai”; abbiamo raccolto così altre firme e soprattutto informato altri cittadini e amministratori pubblici ancora ignari del problema; sabato 14 novembre siamo stati a Penne, ospiti del Comune nella bellissima sala del Consiglio, e domenica 15 eravamo a Città S.Angelo per un'altra proiezione, coordinata dall’instancabile Guendalina Pinto e dai suoi amici a cui vanno i nostri complimenti e ringraziamenti.
Dopo Chieti e Teramo anche Pescara si sta organizzando sempre meglio.
Purtroppo dobbiamo invece prendere coscienza che la classe politica abruzzese nella sua interezza (fatto salve alcune lodevoli eccezioni) non ha nessuna intenzione di fare gli interessi dei cittadini.
Vi ricordiamo e soprattutto lo ricordiamo ai politici, che siamo noi cittadini i loro datori di lavoro e che come tali li abbiamo assunti (eletti) e come tali li paghiamo profumatamente affinché tutelino i nostri interessi e non quelli di una ristretta casta di costruttori ed imprenditori locali (a cui loro sembrano si siano venduti in massa) che vedono il territorio come una grande opportunità di razzia per i propri interessi.
Il rifiuto ostinato della Giunta Chiodi di incontrarci è la palese prova dell'insipienza e della malafede di chi ha la coscienza sporca e cela il suo imbarazzo con un atteggiamento arrogante e dispregiativo nei confronti delle più elementari norme della democrazia.
Dobbiamo pertanto insistere con la raccolta delle firme perché è questo l'unico strumento con cui potremmo cambiare le cose; ricordatevi che l’attuale maggioranza governa l'Abruzzo rappresentando meno del 25% degli aventi diritto al voto e con un margine di circa 2.000 voti!
Quando ci presenteremo ai politici con 100.000 firme state tranquilli, ci ascolteranno e con grande attenzione, e non c’è Berlusconi o Bersani che tenga, perché senza i voti dei cittadini stanno a casa anche loro!
Le firme ci danno inoltre la possibilità di informare e di preparare l’opinione pubblica alla mobilitazione di massa che sarà il passo successivo.
Lo scorso 18 luglio 2009 a Pescara Nuovo Senso Civico ha partecipato alla manifestazione organizzata da WWF, Legambiente ed altri gruppi con circa 270 presenze ma gli altri, tutti gli altri organizzatori compresi, erano 30 (trenta)!!! Quindi se non continuiamo ad informare con proiezioni, distribuzione di video ed interventi televisivi non ci sarà partecipazione di massa ed a quel punto sarà il fallimento totale.
Su faceBook siamo già a circa 1300 iscritti al Gruppo NSC. Noi tutti dobbiamo raccogliere 20 firme a testa, che mi sembra un numero non impossibile (famiglia-lavoro-condominio-scuola ecc.) e così con pochi giorni ne avremmo altre 26.000 da aggiungere alle 30.000 già raccolte, 100.000 firme in Abruzzo non le ha mai raccolte nessuno!
Saluti a tutti e tenete duro perché tutti insieme ce la faremo.
Ricordatevi che: le uniche battaglie perse sono quelle che si abbandonano (C.G.)
O, se preferite: è schiavo colui che si aspetta che qualcun altro lo vada a liberare (E.P.)
Per scaricare il modulo basta collegarsi al nostro sito dove troverete gli indirizzi per la spedizione:
http://www.nuovosensovico.it

venerdì 13 novembre 2009

CITTADINI O AMBIENTALISTI?





Cogliamo l'occasione per chiarire ancora una volta la nostra posizione.
Se per ambientalismo si intende un generico disprezzo per il mondo occidentale nel suo complesso noi non siamo ambientalisti, perché riteniamo che il mondo occidentale, pur con le sue incongruenze, sia il luogo migliore dove un essere umano possa vivere ed il fatto che tutti lo possano criticare apertamente (e spesso anche cambiare in meglio!) ne è la prova.

Noi pensiamo che la tutela dell'ambiente - ed in termini più precisi il rispetto del territorio - sia il risultato dell'impegno civile di una società nella sua interezza e l'indice del livello di onestà della sua classe politica.

Per questo motivo il nostro approccio al problema del petrolio abruzzese non è ambientale ma Politico, dove per Politica intendiamo il governo della cosa pubblica per il benessere di tutti.

La qualità dell'ambiente corrisponde alla qualità della vita ed è il frutto di scelte politiche che partono dal basso, cioè dagli elettori; quando le decisioni che riguardano la gestione del territorio - e di conseguenza la qualità della vita dei cittadini - vengono prese in base ai personali interessi economici di pochi individui nasce il degrado ambientale, che è sempre il risultato di atti di corruzione degli amministratori politici ma anche il via libera alla malavita organizzata.

Per questo motivo il dossier aperto dalla magistratura di Pescara, il servizio di Paolo Casicci su Il Venerdì di Repubblica e l'articolo di Germano Antonucci su il corriere.it sempre di oggi sono una vittoria dei cittadini abruzzesi che hanno coraggiosamente barattato l'indifferenza con l'impegno sociale e civile.

Ci pensino i politici abruzzesi. Soprattutto quelli onesti e in buona fede a cui continueremo ad indirizzare le nostre richieste perché per tutti gli altri, se sono arrivati dove sono, non c'è speranza.

QUESTO IL TESTO DEL NOSTRO COMUNICATO STAMPA

Con riferimento al servizio “Oro D’Abruzzo” apparso oggi su Il Venerdì di Repubblica a firma dell’inviato Paolo Casicci riportiamo i commenti del nostro presidente Antonello Tiracchia.

"L’interesse dei media in generale ed in particolare il dettagliato servizio de Il Venerdì sono la prova che i cittadini abruzzesi - in quanto tali e non perché ambientalisti presunti - oltre ad avere suscitato con il loro impegno l’interesse della magistratura hanno trasferito il problema petrolio-centro oli sul piano dell'informazione nazionale.

Siamo molto curiosi di sapere cosa dirà in merito il Presidente Gianni Chiodi e la sua Giunta che sinora, goffamente malcelata dietro un omertoso silenzio, sta di fatto favorendo la lobby di quegli imprenditori che identificano nel saccheggio del territorio una grande opportunità di ricchezza personale a danno dell’intera comunità civile.

Il rifiuto dimostrato dal Presidente Gianni chiodi e dalla sua Giunta di ricevere ed ascoltare delegazioni di cittadini e di comitati civici - ma anche il confuso bisbiglio di parte dell'opposizione - sono la prova del disagio che investe alcuni politici abruzzesi e che, proprio a causa di questa loro ambiguità, creano discredito sull’intera classe politica regionale.

Rinnoviamo pertanto pubblicamente la nostra richiesta per un ambito incontro con Gianni Chiodi, per noi ancora il Presidente di tutti gli abruzzesi”.

Nuovo Senso Civico

lunedì 9 novembre 2009

PERCHE' NON RISPONDONO?


Molti esponenti della giunta regionale abruzzese sembrano recitare un copione comune, quando si rifiutano di rispondere alle richieste di chiarimento inoltrate dai comitati di cittadini in merito al declassamento della regione Abruzzo in un distretto minerario-petrolifero.

Questa che segue è l'ultima delle e-mail inviate al segretario-portavoce del presidente Gianni Chiodi e che probabilmente non sarà stata neppure letta perché, come lo stesso presidente ha dichiarato a Cupello "... avete riempito di spazzatura le caselle postali della presidenza".

Questo ostinato silenzio fa sorgere alcuni sospetti:
  • l'intera giunta regionale non è ben informata sul problema petrolio e quindi, in totale buona fede, non è in grado di rispondere alla domande che le vengono poste sull'argomento;
  • l'intera giunta regionale è stata informata sull'argomento e, in totale mala fede verso gli elettori, aderisce alle disposizioni di chi l'ha informata tecendo;

21/09/09 10:38:40 pm
To presidenza@regione.abruzzo.it
From:presidente@nuovosensocivico.it
Oggetto Richiesta Incontro

Gentilissimo Dottor Pino De Dominicis,
facendo seguito alla sua gradita telefonata odierna volevo
con questa e-mail formalizzare la nostra richiesta di
incontro con il Presidente della Regione Gianni Chiodi nel
comune interesse e soprattutto di quello dell'Abruzzo.
Durante l'incontro noi chiederemo al Presidente quanto
segue:
- in base a quale atto formale l'ENI avrebbe rinunciato al
progetto Miglianico e quindi avere prova che questo atto
esiste e di conseguenza darne pubblica diffusione come
prevedono le Leggi dello Repubblica;
- quali atti concreti ed efficaci la Regione ha attivato o
sta per attivare per impedire il declassamento dell'Abruzzo
in un distretto minerario e quali strumenti di informazione
sono stati o verranno attivati per informare la popolazione
dei rischi impliciti nelle attività di estrazione,
lavorazione e stoccaggio di idrocarburi in zone ad alta
densità abitativa e tradizionalmente dedite al turismo,
alla pesca ed all'agricoltura;
- nell'ipotesi che gli organi di Governo regionale abbiano
invece optato per un futuro petrolifero dell'Abruzzo
vorremmo conoscere le motivazioni economiche di una simile
scelta in chiave di costi e benefici .

Mi permetta infine di chiarire quanto segue: noi per
estrazione culturale, sociale e politica non abbiamo nessun
preconcetto nei confronti di alcuno e tanto meno nei
confronti del Presidente Gianni Chiodi che identifichiamo
come la massima carica istituzionale della Regione, pertanto
un suo chiarimento sulla spinosa (e confusa) situazione del
petrolio abruzzese se sostenuto da fatti concreti e pubblici
non potrà che giovare alla sua immagine.
Rifiutare l'incontro o procrastinarlo potrebbe essere
interpretato come prova di una malcelata malafede.
Cordialmente
Antonello Tiracchia

venerdì 30 ottobre 2009

LA CASALINGA DI VOGHERA


« La casalinga di Voghera


non e' mai stata una vera signora
dei salotti o salottini
casotti o casini


... »


Alberto Arbasino, Rap!



La Casalinga di Voghera è una forza della natura – esattamente come, citando a caso, una scarica di fulmini, un’eruzione vulcanica o un terremoto - e come tale è al di sopra di ogni giudizio morale.


La Natura infatti non è giudicabile moralmente, mentre invece lo è l’operato dell’uomo, soprattutto quando si rapporta con la Natura stessa.


Ebbene, la Casalinga di Voghera e suo marito, il signor Indifferente Qualunque, rappresentano la più potente forza sociale e politica italiana e non accettarlo equivale ad abbandonare qualsiasi velleità di cambiamento sociale, politico e quindi ambientale, impacchettando il proprio pensiero in una triste vocazione minoritaria e come tale inevitabilmente perdente.



Questa leggendaria coppia di utili idioti ha cambiato le sorti dell’Italia contribuendo a far evaporare come nebbia al sole qualsiasi forma di impegno sociale e civile che non sia l’obolo lava coscienza inviato a mezzo sms.



Questa coppia non ha confini politici, abbraccia tutto l’arco parlamentare ed identifica la televisione come fonte indiscussa di verità


La televisione ha parlato loro per anni in tono suadente, prospettando un improbabile stile di vita fatto di storie d’amore tra veline e calciatori, di spettacoli a base di tette e culi e di inutili talkshow spazzatura.



La Casalinga di Voghera grazie alla televisione è diventata il vero zoccolo duro della politica, zoccolo così forte e consistente da far sprofondare nel dimenticatoio le cellule e le sezioni dei partiti.



Anche in Abruzzo la Casalinga di Voghera ha lasciato il segno; basta guardare alcuni dei più evidenti e vistosi rappresentanti politici locali – così volgarmente addobbati di griffes, orologi, catene e bracciali d’oro che sembrano dei vucumbrà balneari - procedere avvolti nell’oscurità di funebri audibiemmevumercedes nere.


Non sono uomini politici nel vero senso nobile della parola, sono degli yes man del potere economico, esponenti di un gigantesco ed intricato comitato d’affari quasi sempre sporchi, ma forti della delega popolare ricevuta con il voto della Casalinga di Voghera e di suo marito il signor Indifferente Qualunque.



Allora, se vogliamo veramente impedire che l’Abruzzo sprofondi in un puzzolente futuro fatto di discariche per la spazzatura di mezza Europa, di raffinerie in mezzo ai vigneti, di vongole al sapore di idrocarburi, di pesci al mercurio e di tutta quella merda fisica e morale che si porta dietro l’industria petrolifera noi dobbiamo fare una scelta ben precisa.



Dobbiamo prendere le distanze da coloro che si incontrano come dei carbonari per sbrodolarsi addosso la loro visione minoritaria della politica.



Dobbiamo invece trovare il modo di parlare al cuore della Casalinga di Voghera e di suo marito, quel cazzone di Indifferente Qualunque e far capire loro che qualcuno sta abusando della loro buona fede, minando ed ipotecando il loro futuro e quello dei loro figli.



Solo in questo modo potremmo salvare l’Abruzzo ed immaginare una regione che abbia nella qualità della vita la sua industria più importante, ricca e soprattutto non de-localizzabile.



Perché il declassamento ambientale dell’Abruzzo (con tutto quello che ne consegue sul piano morale, economico e sanitario) è essenzialmente un problema politico che si può risolvere solo cambiando l’intera classe politica.


Per fare questo il sostegno della Casalinga di Voghera e di suo marito Indifferente Qualunque è indispensabile.



Continuiamo a raccogliere le firme. Siamo a quota 30 mila e ci stiamo facendo sentire.


A quota 100 mila potremmo urlare ancora di più.



Le uniche battaglie perse sono quelle che si abbandonano.



(Ma i perdenti per vocazione si possono, anzi, si devono abbandonare)



mercoledì 28 ottobre 2009

UNA VOCAZIONE MINORITARIA



In Italia nei primi anni '70 quasi nessuno sapeva esattamente cosa fosse "l'ecologia" ed il termine "ambientalista" era usato solo da alcuni intellettuali.
Era il periodo in cui tutti credevano che le ciminiere fumanti fossero la massima espressione dello sviluppo e l'operaio metalmeccanico l'uomo del futuro.

E' stato quello il periodo in cui l'Italia ha incominciato a trasformarsi da "giardino d'Europa" in una gigantesca pattumiera aperta a tutto e con l'avallo di tutti!

In quegli anni anche i media popolari incominciarono a parlare sempre più spesso di un certo Fulco Pratesi, membro e presidente della diramazione italiana di un non meglio identificato "club svizzero che si interessava di natura" e fondato nientemeno che dal Principe di Edimburgo...

Questo fatto destava molta curiosità tra la gente "comune" in particolare tra quella generata in seguito all'amplesso continuo tra il signor Qualunque e la Casalinga di Voghera e quindi anche lei sempre incinta, come la madre dei cretini!

Questo Fulco Pratesi aveva per amico un tale Franco Tassi che, sempre agli occhi dei discendenti della nota casalinga, come Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo per qualche oscuro motivo si intrometteva su problemi riguardanti le strade, le costruzioni, le cave, i boschi, le acque, gli uccellini, i lupi feroci, gli orsi ed in genere "futili" argomenti come l'aria, le cose della montagna e delle campagne non coltivate, interferendo così in un non meglio identificato progresso.

Il fatto che questo Franco Tassi per certa stampa fosse un tipo "poco raccomandabile" era evidenziato dal fatto che era pieno di denunce,anzi, nella storia della Repubblica Italiana è stato probabilmente l'uomo con più denunce in assoluto, detestato in Abruzzo da molti politici, sindaci ed amministratori ed in genere dai corrotti e dall'immenso esercito degli ignoranti.

All'epoca infatti qualunque piccolo comune e non solo abruzzese, anche se mortificato dalla miseria e dalla disoccupazione, poteva diventare fonte di ricchezza personale per gli amministratori: era sufficiente "formalizzare" il saccheggio del territorio con la facile concessione per una cava, per l'installazione di un impianto di chimica industriale o con una concessione per quelle brutture edilizie che oggi identifichiamo come cementificazione selvaggia e che, terremoti permettendo, deturperanno il paesaggio per secoli.

Si deve quindi all'impegno, alla lungimiranza ed al coraggio di persone come Fulco Pratesi, Fanco Tassi, del pretore Gianfranco Amendola e di tantissimi altri se si è potuta sviluppare anche in Italia una pur minima coscienza ambientalista in gradi di arginare l'arroganza e l'ignoranza di una pletora di inquinatori sostenuti da politici corrotti ed altrettanto ignoranti; è facile capire come, in quegli anni e in un simile scenario, chiunque si schierasse dalla parte della natura, del paesaggio, della flora e della fauna veniva identificato quantomeno come un "incivile fazioso" contrario allo sviluppo se non peggio.

E' infatti dello stesso periodo la lettera del politico abruzzese Remo Gaspari in cui definiva "superstizioso" chi si opponeva con buon senso e dati scientifici alla costruzione di una raffineria in Val di Sangro, raffineria di proprietà di una società chiamata Sangro Chimica e di cui tra l'altro lo stesso Gaspari era stato uno dei fondatori!


Il pericolo fu debellato grazie ad una sollevazione popolare, subito definita da certa stampa come "populista e strumentale" anche perché tra i suoi leader c'era il sindaco di Paglieta Enrico Graziani; unico sindaco del PCI in un territorio totalmente democristianizzato!


Purtroppo ancora oggi sono in molti a deridere chi si batte per la tutela e la conservazione del territorio e, se è vero che non c'è boia senza vittima, la causa di questo generico e diffuso discredito va ricercata anche tra coloro che considerano il problema ambientale come un loro dominio esclusivo.

La faziosità di alcuni ambientalisti per professione e/o per diritto divino è una delle cause del discredito con cui alcuni imprenditori e politici avvolgono tutti coloro che vorrebbero fare qualche cosa di concreto per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente.
Questi imprenditori hanno a libro paga molti politici ed esponenti dei media con il risultato che la gente comune, quella per intenderci generata dall'amplesso del signor Qualunque con la Casalinga di Voghera, vede l'ambientalismo come un ostacolo allo sviluppo ed al benessere.

Ne abbiamo la prova qui in Abruzzo dove qualcuno ha deciso di auto nominarsi paladino e leader indiscusso di tutti coloro che si battono contro il degrado della nostra Regione in un distretto petrolifero.
Questa idea della bandiera comune sarebbe, a nostro avviso, la chiave vincente per dare forma e forza ad una lotta che a prima vista sembrerebbe impari.
Da una parte un colosso finanziario ed industriale in grado di sfamare un intero esercito di politici e faccendieri e dall'altra semplici cittadini dotati di quel minimo di dignità e di senso civico indispensabile per andare oltre il basilare concetto della vita vegetativa.

Uniti e rafforzati da un progetto comune questi cittadini potrebbero cambiare le sorti del confronto

Purtroppo questa sigla, che potrebbe dare voce e forza a tanta energia civica latente, in realtà rappresenta solo se stessa e le ambizioni di coloro che la gestiscono e da cui traggono (poca) visibilità. Visibilità sempre fine a se stessa.

La somma degli aderenti alle sessanta sigle (ma chi le ha mai elencate e contate?) che costituirebbero la struttura regionale di questa unione è molto meno della metà degli aderenti al più attivo movimento teramano, ultimo nato circa otto mesi fa!

Proprio per questo motivo nelle riunioni non si può pensare di mettere ai voti le mozioni e non si possono contare le tessere delle varie associazioni e comitati che di fatto vi aderiscono.
E' un grande salotto virtuale ed inconcludente, più orientato ad un no-global di maniera che al radical chic di sessantottesca memoria.

Insomma è una pseudo struttura alimentata da una grande vocazione minoritaria.

Se veramente vogliamo creare un baluardo contro la deriva politica e morale della nostra regione (deriva da cui nascono tutti i problemi ambientali, petrolio in testa) è indispensabile dare a questa sigla una una struttura giuridica ed una credibilità democratica per poter sviluppare e sostenere un programma che sia veramente comune, condiviso e soprattutto sostenuto da numerose adesioni formali. Adesioni formali che sono poi rappresentate da tessere e contributi concreti, esattamente l'opposto di certi atteggiamenti filosofeggianti di comitati e associazioni di singoli individui, obnubilati dall'ottusità del dogma ideologico ed inscatolati in schemi e pregiudizi.

Non rendersi conto di questo fatto significa candidare l'Abruzzo ad una sconfitta sul piano civile ancor prima che sul piano ambientale, confermando così la vocazione minoritaria di chi vive di atteggiamenti settari e cerca di disegnarsi un ruolo a prescindere dai risultati.

SAPETE CHE DIFFERENZA FA' SE UN UN POPOLO E UNA CLASSE POLITICA HA SENSO CIVICO ED E' LUNGIMIRANTE?


ECCO LA RISPOSTA, MEDITIAMO... E SOPRATTUTTO SVEGLIAMOCI.
NON CREDO CHE NOI ABRUZZESI SIAMO PIU' STUPIDI DEI LOMBARDI, DEI CINESI O DEI PAKISTANI.
COME DICONO I NOSTRI FRATELLI AQUILANI
"FORTI E GENTILI SI, MA FESSI NO"







giovedì 22 ottobre 2009

Il Presidente Chiodi in questi mesi ci ha sempre rassicurati "state tranquilli non se ne farà nulla" e intanto...